SCIENZA DIVINA
Capitolo 1: Maria Amiel - DATA-DUMP_S03.S01


Protagonista: Maria Amiel
Ambientazione: Europa Occidentale
Periodo storico: 1527 d.C.



Video introduttivo del capitolo: "Ti preghiamo di attendere mentre sincronizziamo il DDS. Chiudi gli occhi e cerca di rilassarti. Inspira profondamente, espira. Inspira, ancora una volta. Molto bene.
Il Rinascimento. Già nel 14° secolo, gli studiosi italiani avevano cominciato a riesaminare l'antica tradizione classica, innescando la rivitalizzazione della conoscenza in tutta l'Europa. Esplorarerai i ricordi di una degli assistenti di Paracelso, Maria Amiel. Ti preghiamo di riportare i risultati. "





Primo gruppo di ricordi – SCOPERTE


Ho tagliato corto con la mia visita a Mamma. Anche se ero felice di vedere lei e le mie sorelle, non posso dire lo stesso per il suo nuovo marito. Inoltre, ho trascurato i miei doveri troppo a lungo.


Ricordo 1 – SEGRETI
Apro la porta che dà sul laboratorio del professor von Hohenheim. "Maria!" Un uomo alto dalla carnagione scura si erge accanto a lui. Mi fissa, a bocca aperta.

"Maria!" Quasi non riesco a riconoscere la voce del professore. "Non ti aspettavo così presto!" Lo straniero sorride quando lo guardo.

"Maria!" Freneticamente, Bombastus impila dei fogli davanti a lui, formando una piramide irregolare sulla sua scrivania. Cosa sta cercando di nascondere?

Il professore si bagna le labbra, guardando la stanza con gli occhi spalancati. Quando il suo sguardo si rivolge infine al suo accompagnatore, smette di giocherellare con la carta.

Il professore fa un respiro profondo e mi sorride. Non ci può essere alcun dubbio: c’è sicuramente qualcosa che non va!

Bombastus presenta il suo collega, il signor Giovanni Borgia, duca di Nepi. Si inchina e mi saluta con una voce vellutata. Meccanicamente, saluto il nostro ospite.

Fogli di carta planano a terra mentre Bombastus mette velocemente le mani dietro la schiena. Ha preso qualcosa dal tavolo, ne sono certa. Il Vecchio Diavolo!

Ricordo 2 – NIENTE DA NASCONDERE
Bombastus tiene le mani dietro la schiena, la fronte cinerina lucida di sudore. Si vede che non ha dormito in questi giorni.

"Che sta succedendo qui?" Riconosco Mamma nel mio tono di voce e subito mi pento di aver parlato con un tono così impertinente. Il professore è un grande uomo.

Gli occhi di Bombastus sono così grandi che temo che gli stiano per schizzare fuori dalla testa. Egli osserva meticolosamente il suo amico e riesce a gracchiare, "Giovanni?"

Lo straniero spiega che è venuto a cercare la saggezza del professore, che ha alcune domande per lui.

Bombastus non vede l'ora di rispondere alle domande del signor Borgia, ed è felice di cambiare argomento. Le sue mani si muovono dietro la schiena, come se qualcosa scivolasse in una tasca. Faccio finta di non averlo notato.

Accorgendosi dell’esitazione del suo ospite, il professore spiega che può parlare davanti a me, che io sono la sua assistente più affidabile.

Io non seguo completamente la conversazione, in quanto il signor Borgia parla principalmente per enigmi che solo il professore capisce. Rimango tranquilla, annuendo e sorridendo gentilmente quando ci si aspetta che io debba farlo
Ricordo 3 – DOMANDE
La voce del signor Borgia si fa più forte, e così fa anche il suo carattere. Bombastus rimane evasivo, pronunciando parole senza senso. Nonostante l'insistenza di Borgia, il professore non ha risposto a una sola domanda. Nulla di insolito.

"Le risposte che cerchiamo sono in questo tuo libro!" Il signor Borgia si starà riferendo al tomo che Bombastus tiene sotto chiave. Tre anni come assistente e non l'ho ancora visto.

"Il libro non è la risposta! Il libro è... non è..." Il professore sogghigna e volta le spalle al signor Borgia. "Io non posso più aiutarti!"

"Bombastus!" Borgia mette una mano sulla spalla del professore. Bombastus sotto al suo tocco si fa piccolo, terrorizzato. "Ricordati quello che ti ho dato".

La voce di Borgia è glaciale. Per un lungo momento i due uomini si fissano a vicenda. Il silenzio è insopportabile. Temo che il signor Borgia colpisca Bombastus, ma lui non si muove.
Infine, il professore cede. "Il libro è incompleto." La sua voce si sente appena. "Per le risposte che cerchi... è necessaria l'altra metà."

Bombastus non sa come trovare la metà mancante. Dice che è troppo occupato per aiutarlo e sembra che non gli interessi, eppure offre miei servigi al signor Borgia.
Ricordo 4 – RISPOSTE
Trascorro una settimana nella biblioteca dell'università, ma non trovo nulla riguardo all'altra parte del tomo di Bombastus, che lui crede sia intitolato "Scienza Divina".

Anche se spesso sembra perso nei suoi pensieri, Giovanni è cortese e perspicace. E’ un piacere lavorare con lui e mi tratta con rispetto.

Giovanni rivela che Bombastus ha trasmutato l'argento in oro. Giovanni stesso ha scritto la formula, la aveva vista materializzarsi in una pagina bianca del tomo di Bombastus.

"Forse avete avuto una visione di ciò che contiene la metà mancante" rifletto. Il volto di Giovanni si illumina. Ora sappiamo che cosa cercare!

Abbiamo letto tutti i libri che hanno a che fare con la trasmutazione in biblioteca. Ecco! Un vecchio diario che descrive la vita di un alchimista francese che si dice abbia trasformato il piombo in oro.

Indago ulteriormente. L'alchimista francese, il cui nome era Flamel, basava la sua ricetta sugli insegnamenti di Abramo di Würzburg.

Apprendo che la conoscenza di Abramo era divisa in due manoscritti: "Vera Magia" e "Scienza Divina!" Dobbiamo trovare il libro che Flamel ha usato! Dobbiamo andare a Parigi!




Secondo gruppo di ricordi – CITTA' DELLA LUCE


Giovanni ed io ci prepariamo per il nostro viaggio a Parigi. Non è appropriato che una donna non sposata viaggi da sola con uno sconosciuto, per non dire pericoloso, ma sono entusiasta di andare in Francia.

Ricordo 5 – VIAGGIO VERSO PARIGI
Mamma sarebbe scioccata se sapesse i nostri programmi di viaggio, per cui decido di non informarla. Le scriverò quando torneremo a Basilea.

Bombastus è troppo impegnato per salutarci. Non mi sorprende. Quasi non l’ho visto in queste ultime due settimane. Mi chiedo se approvi il nostro viaggio. Non lo chiedo.

La carrozza che condividiamo è semplice, ma sorprendentemente confortevole. A Mamma sarebbe piaciuta. Il nostro cocchiere è un uomo tranquillo, un vecchio senza denti. A lei non sarebbe piaciuto.

Viaggiamo soli verso Besançon. Sono ansiosa di conoscere le avventure di Giovanni nel Nuovo Mondo. Ha incontrato dei cannibali lì! Parliamo per tutta la notte.

A Besançon incontriamo un gruppo di mercanti che vanno a Parigi. E' più sicuro viaggiare con loro. Giovanni continua ad essere un perfetto gentiluomo.

Giovanni ed io condividiamo i nostri pensieri su diversi argomenti. Stiamo diventando amici velocemente, ma diventa più riflessivo man mano che ci avviciniamo alla nostra destinazione.

Parigi è ancora più splendida di quanto avessi immaginato. Potrei perdermi in questo luogo! Come sono contenta di essere qui!
Ricordo 6 – BIBLIOTECA REALE
Desidero visitare la città, ma Giovanni è impaziente di trovare qualsiasi traccia del libro di Flamel. Condivido il suo entusiasmo, ma non la sua ossessione. Lui ha molta esperienza. Io no.

Il tomo di Flamel non sarà facile da trovare. Sono sopraffatta dalle viste, dai suoni e dagli odori della città. Devo concentrarmi.

Non so come, ma Giovanni ha ottenuto il permesso di consultare la Biblioteca Reale del Louvre. Riesco a malapena a crederci!

La Biblioteca Reale è ricca di segreti. Trovo le ultime volontà di Nicolas Flamel ed il suo testamento. Il nipote di sua moglie ha ereditato un vecchio grimorio. Giovanni ritiene che sia il libro che cerchiamo.

Giovanni scopre voci interessanti, storie di persone che assomigliano fisicamente ai Flamel e fanno miracoli. Può essere? Sono ancora vivi?

Purtroppo, la nipote di Perrenelle Flamel è morta da tempo. Cominciamo a cercare parenti ancora vivi. Forse sanno qualcosa riguardo al grimorio.

Ci vogliono un paio di giorni, ma alla fine identifico uno dei discendenti viventi del nipote. Giovanni lo individua facilmente. Insiste sul visitarlo alle prime luci dell'alba.

Ricordo 7 – BRIGANTI
E' tardi quando lasciamo la biblioteca reale. Siamo stanchi, ma Giovanni è allegro mentre torniamo al nostro ostello.

Passeggiamo lungo la Senna, bisbigliando e ridendo. Giovanni prende delicatamente la mia mano nella sua. Glielo lascio fare. Cosa penserebbe Mamma? Continuiamo a camminare in silenzio.

Ci addentriamo nella città. Giovanni improvvisamente si ferma, mi fa cenno di tacere. Sconvolta, metto una mano sull’impugnatura del mio stiletto.

Dei briganti escono dall'ombra, circondandoci. Siamo incappati in un'imboscata!

Il loro capo fissa il mio petto. Dice ai suoi uomini che stasera avranno di che divertirsi. Mi volgo a Giovanni, e sono sorpresa di vederlo sorridere.

Prima di avere il tempo di sguainare la mia arma, Giovanni disarma uno aggressore e calcia un altro al petto. E ' incredibilmente veloce! E incredibilmente bravo!

Lo scontro è finito prima ancora di essere iniziato. I briganti corrono via, feriti e sanguinanti. Il mio protettore mi dice che ha imparato a combattere nel Nuovo Mondo.

Ricordo 8 – DISCENDENTI
Sono felice di incontrare Giovanni per la prima colazione, ma rifletto su quello che ho visto ieri sera. Mi sono solo immaginata che lui sia stato un combattente così brillante?

Seguo Giovanni verso la residenza dell' uomo che cerchiamo. Il vecchio ci accoglie con sospetto, rifiutandosi anche solo di parlarci all'inizio. Ma Giovanni è un uomo tenace ed affascinante.

Alla fine, il vecchio ci dice che suo cugino, Jacques Henri, ha ereditato il grimorio di Flamel, così come altri oggetti vari.

Incontriamo Henri e scopriamo che a lui non potrebbe importare di meno dell'eredità dell'alchimista. Accetta di venderci tutto per pochi spiccioli!

Abbiamo il grimorio! Torniamo al nostro ostello, mentre il mio cuore risuona come un tuono nel mio petto. Nella stanza di Giovanni metto il libro sul tavolo.

Leggiamo attentamente il grimorio. Spiega dettagliatamente antiche pratiche ermetiche ed è pieno di strani simboli e numeri, che mi ricordano gli insegnamenti di Pitagora.

Giovanni non condivide il mio entusiasmo. "E ' stato tradotto da mani umane." Afferma che non è niente rispetto a quello che il manoscritto originale potrà fare.

Ricordo 9 – INNOCENTI
Il "Cimetière des Innocents" è un luogo sconcertante. Stasera, una fitta nebbia copre il terreno e gli spiriti sussurrano nel vento. Stringo il mio mantello.

Chiedo a Giovanni di ricordarmi perché lo stiamo facendo. "Per dimostrare o smentire una diceria" risponde con un ampio sorriso.

Con una sbarra di ferro, Giovanni forza la porta della cripta. Emette un terribile suono stridulo in protesta. Penso alla Mamma.

Non dovremmo farlo. E' un sacrilegio. Notando la mia esitazione, Giovanni mi fissa per un lungo momento. "Posso farlo da solo, se preferisci".

"No." La mia voce trema. "Rimaniamo uniti in questo." Lui annuisce ed entra. Lo seguo, riuscendo a malapena a stare nella stretta cripta, accanto a lui.

Giovanni rimuove abilmente il coperchio della tomba su cui è scritto il nome "Nicolas Flamel". Questo colpisce il pavimento con un forte tonfo.

La tomba è vuota! E così anche quella di sua moglie. Un brivido mi corre lungo la schiena. Le voci sono vere? Nicolas e Perrenelle sono ancora tra noi?





Terzo gruppo di ricordi – NIDO DI VIPERE


Anche se abbiamo trovato il grimorio di Flamel, temo che la ricerca di Giovanni sia solo all'inizio. Solo il manoscritto originale di Abramo lo soddisferà. Sono determinata ad aiutarlo, nel bene e nel male.

Ricordo 10 – TURBATO
Giovanni è tranquillo mentre ci prepariamo per tornare a Basilea, ma lui insiste che visitiamo Troyes sulla via del ritorno.

Non so perché lui voglia andarci, ma è irremovibile. Forse è per qualcosa che ha a che fare con il libro che cerchiamo, ma ne dubito.

Mentre ci avviciniamo alla città, Giovanni diventa distante, ossessionato da sogni ad occhi aperti. Che cosa si aspetta di trovare a Troyes?

Lo stato d'animo di Giovanni continua a scurirsi. Quando entriamo a Troyes, lui la chiama il "Nido delle vipere". E' solo un sussurro. Non oso chiedergli metterlo in dubbio.

Gran parte della città fu distrutta da un incendio, ma in soli tre anni i suoi abitanti l'hanno ricostruita. Seguo Giovanni in una locanda di cattivo auspicio. Il proprietario è sporco e maleducato. Quanto mi manca Parigi!

Giovanni affitta una camera singola. "Per assicurare la tua protezione", spiega in tono di scusa. Non ho nulla in contrario. Non è come al solito, ma gli affido la mia vita.

Giovanni non dorme e rimane vicino alla finestra, vigile. Non ha quasi proferito parola da ieri. Mi chiedo cosa lo turbi.

Ricordo 11 – MORTE IMPROVVISA
Giovanni è di umore migliore questa mattina e insiste per portarmi a fare un giro della città. Passiamo davanti a molte case di recente costruzione, in legno e muratura, dirigendoci verso il mercato.

Ci soffermiamo vicino alla cattedrale di Troyes. Mentre ammiro la Torre di San Pietro, Giovanni esamina attentamente la zona, notando ogni dettaglio.

Il mercato ferve di attività. Sono occupata ad esaminare le opere di un commerciante locale quando mi rendo conto che ho perso di vista Giovanni.

Uno sconosciuto mi saluta, una croce rossa semplice decora la sua tunica grigia. Mi fa domande particolari, come se sapesse chi sono.

Giovanni appare all'improvviso dietro all'estraneo, come se si fosse materializzato dalla folla. Non mi guarda ed i suoi lineamenti sono scolpiti nella pietra.

Il mio interlocutore si ferma a metà frase. Non fissa più me, ma il nulla. Crolla a terra! Nelle vicinanze, una donna urla.

La folla si disperde rapidamente. Giovanni mi afferra il braccio e mi tira via, le dita che scavano a fondo nella mia pelle. Freddamente, lo seguo.

Ricordo 12 – ACCUSE
Giovanni mi trascina in un labirinto di strade. Ci muoviamo a un ritmo che difficilmente riesco a seguire e la sua presa su di me mi fa male. Sono troppo stupefatta per protestare.

Disorientata, lascio che mi guidi fino a quando io mi perdo completamente. La nostra folle corsa è finita, ma Giovanni non mi lascia. E’ furioso!

Cosa sta succedendo? Giovanni è geloso? Improvvisamente, mi prende il panico! È lui il responsabile della morte improvvisa del mio interlocutore?

L'uomo è crollato nel momento in cui Giovanni è apparso dietro di lui. Impossibile! Eppure...

Giovanni mi spinge contro un muro ed una lama sottile spunta da sotto il suo polso. La sento fredda sul mio collo, ma non tanto quanto lo sguardo di Giovanni.

"Perché stavi cospirando con la Vipera?" La sua voce è più fredda della sua lama. Non posso più trattenere le mie lacrime.

Per lungo tempo, Giovanni mi guarda dritto negli occhi, la sua furia che gradualmente va sciogliendosi. La sua presa su di me rimane forte, ma io smetto di tremare. Ci baciamo, appassionatamente.

Ricordo 13 – SPIEGAZIONI
Il nostro abbraccio dura per sempre, ma l'eternità è troppo breve. Giovanni alla fine si allontana. "Dobbiamo lasciare la città. Ora!

Mai nella mia vita mi sono sentita così presa da qualcuno. Seguirei quest’uomo fino all'inferno! Sorrido e annuisco a Giovanni, aspettando che faccia strada.

Camminiamo per strade tranquille e vicoli secondari. Prima di avere la possibilità di chiederglielo, Giovanni ammette di aver assassinato l'uomo nel mercato.

Non sono sorpreso, né sono spaventata. Non più. L'uomo era un nemico dell’Ordine di Giovanni – qualunque esso sia – ed un messaggero di ritorno da Basilea. Giovanni mi mostra una lettera.

Come Giovanni sia riuscito a rubarla, non lo saprò mai. La lettera spiega la nostra missione e fornisce descrizioni dettagliate di entrambi. Siamo stati traditi!

I nemici di Giovanni non si fermeranno davanti a nulla per arrivare a noi. Troyes è il loro nido. Fu qui che il loro Ordine fu reso pubblico, secoli fa.

Il messaggero deve avere parlato con Bombastus, perché nessun altro conosceva la nostra missione. Il professore potrebbe essere in pericolo. O quello o ci ha traditi.

Ricordo 14 – FALCONIERI
Giovanni mi aiuta a scalare le mura della città. Siamo fuori da Troyes, ma ancora molto lontani dall’essere sicuri. "Sbrigati!" Lo seguo nel buio.

Prima di mezzogiorno, sentiamo avvicinarsi dei cavalli. Ci nascondiamo in fitti cespugli mentre degli uomini cavalcano oltre. "Servitori della Croce," sussurra Giovanni. Siamo al sicuro ... per ora.

Attraversiamo un torrente quando un cavaliere ci vede! Corriamo nel bosco vicino fino a quando sono a corto di fiato. No! Un falco grida sopra di noi!

Tre cavalieri ci stanno addosso! Giovanni salta da un tronco d'albero e finisce su uno degli uomini dei Templari. Sento il suono di metallo contro metallo.

Forzando il cavaliere a cadere da cavallo, Giovanni cade su di lui, la sua vittima già morta. Utilizzando gli alberi, Giovanni evita facilmente gli assalti dei suoi nemici.

Giovanni getta polvere scintillante in faccia al più vicino degli uomini. Questo stringe gli occhi, urlando. Giovanni lo mette a tacere.

L'ultimo ferisce Giovanni. Giovanni lotta, solamente schivando i colpi del falconiere. Poi, Giovanni gli scaglia un pugnale in gola. La battaglia è finita.





Quarto gruppo di ricordi – NON BISOGNA LASCIARE CHE ALCUN UOMO...


Cambiamo spesso vestiti e compagni di viaggio sulla via del ritorno verso Basilea. Grazie all'astuzia di Giovanni di astuzia, evitiamo ulteriori problemi.

Ricordo 15 – TOPO DI BIBLIOTECA
Anche se siamo raramente soli, Giovanni ed io godiamo di preziosi momenti d'intimità durante il nostro viaggio. Sono quasi triste di tornare a Basilea.

Stiamo attenti a non farci notare mentre entriamo in città. Non osiamo andare all'università, così porto Giovanni a casa di un collega fidato.

La moglie di Ivan, Lara, è quasi timida come il marito. Ivan non è tornato dall'università, ma Lara ci invita ad entrare. Ci serve il tè mentre lo aspettiamo.

"Ma-ma-ma-Maria!" Ivan quasi fa cadere i suoi libri quando mi vede. "Tu-tu, sei tornata". Saluta Giovanni, evitando il contatto visivo. Tipico.

Ivan abbraccia i suoi libri, come se traesse forza da loro. "Il pro-pro-professore von Ho-ho-Hohenheim..." Temendo il peggio, gli chiedo: "Cosa?"

Ivan fissa il pavimento. "Egli è pa-pa-PAZZO!” Singhiozza. "To-totalmente PAZZO!"

Lara spiega che il professor von Hohenheim ha insultato ogni medico all'università. E’ anche finito in una rissa con il Dottor von Rothenburg.

Ricordo 16 – BRUCIATORE DI LIBRI
Mentre eravamo via, il professor von Hohenheim ha pubblicamente rinunciato ai tradizionali metodi e terapie mediche.

Il professor Krause mi dice che Bombastus ha pregato ogni medico a Basilea di fermare le loro pratiche "profane". In un folle impeto di rabbia ha gettato libri di medicina contro altri professori!

Bombastus è un uomo arrogante, ma ho sempre sospettato che si divertisse a sfidare l'autorità, come il rifiutarsi di insegnare in latino. Ma questa volta ha superato il limite.

Individuo il professore durante le celebrazioni della festa di San Giovanni. Sfortunatamente, sono arrivata troppo tardi per impedirgli di irritare ulteriormente la comunità intellettuale di Basilea.

Bombastus si trova accanto al falò di fronte al Münster, sporco ed in disordine. Le fiamme danzanti distorcono i suoi lineamenti, facendolo sembrare posseduto.

Ci credo a malapena! Sta bruciando i libri!

Giovanni tira il professore in disparte. Con atteggiamento di sfida, Bombastus tira un ultimo volume nel fuoco. «Non bisogna lasciare che alcun uomo che possa appartenere a se stesso, appartenga a qualcun altro!" grida con rabbia.

Ricordo 17 – CUSTODE DI LIBRI
Giovanni trascina Bombastus in un vicolo deserto. Il professore non lo combatte, ma continua a urlare follie. Che cosa faremo?

Come se avesse letto nel mio pensiero, Giovanni imbavaglia Bombastus. "Forse Ivan e sua moglie possono prendersi cura di lui?" suggerisco, dubitando che qualcuno possa farlo sul serio.

Lara non è felice, ma accetta di occuparsi del professore. Ben presto ci rendiamo conto che niente di ciò che dice ha senso. Ha perso la testa!

Un urlo di Ivan mi risveglia. Bombastus è fuggito! Ivan promette che lo troverà, ma Giovanni è convinto che nessuno possa fare più niente per lui. Purtroppo, sono d'accordo.

Siamo pronti a lasciare Basilea. Non so dove mi porterà Giovanni, ma mi fido di lui. Tuttavia, dobbiamo fare un'ultima fermata prima di partire.

Ci intrufoliamo nel laboratorio di Bombastus. E' nel caos. Giovanni trova un vano segreto sotto la scrivania del professore e lo sblocca facilmente.

Giovanni prende il misterioso tomo di Bombastus. Voglio leggerlo, ma Giovanni non me lo permette. "No! La storia che contiene -le formule-ti corromperanno".





Quinto gruppo di ricordi (segreto) – TEMPIO SEPOLTO


Mi siedo vicino al camino, leggendo "Die grosse Wundartznei" del professor von Hohenheim quando Giovanni irrompe nella stanza. "Dobbiamo partire immediatamente!"

Ricordo 18 (segreto) – PIANI DI VIAGGIO
"Anni fa, un membro del mio Ordine ha scoperto un antico tempio pitagorico a Roma." Giovanni mi mostra una mappa spiegazzata. "So cosa stai per dire, Maria, ma ..."

"Ma io non sono così ingenua da discutere con te, marito. Una volta che la tua mente è fissata su qualcosa ..." Ridiamo. Giovanni mi prende tra le sue braccia.

Lunghi anni sono passati da quando ci siamo conosciuti a Basilea, ma il mio cuore batte ancora all’impazzata ogni volta che Giovanni mi sfiora.

"Allora, cosa ha trovato l’Assassino in questo tempio?" chiedo. Giovanni mi mette giù e dice: "Nulla." Alzo gli occhi al cielo. Perché non sono sorpresa? «E tu credi ..."

"Si, ci credo!" C'è una scintilla negli occhi di Giovanni. "Dobbiamo andare in questo posto, Maria. So che c'è qualcosa lì. Lo so! Fidati di me!"

"L’ho sempre fatto," mi viene da ridere. "E guarda dove mi ha portato!"

La strada per Roma è tranquilla. Andiamo dritti verso l'entrata delle catacombe che ci porteranno al tempio dimenticato di Giovanni.

Ricordo 19 (segreto) – CATACOMBE
Giovanni mi cala nelle catacombe. Ho la netta impressione che nessuno abbia messo piede qui dentro da decenni. Questo posto ha un che di inquietante.

Le catacombe sono scure, piene di muffa e umidità. La torcia che porto illumina il nostro cammino, ma fa ben poco per scaldare il mio cuore. Ho i brividi.

Passiamo attraverso una camera piena di sarcofagi. "Ricordami ancora perché ti ho sposato?" Cerco di sembrare allegra, ma Giovanni mi conosce troppo bene.

"Perché ti ho affascinato oltre ogni limite e non ti ho mai delusa!" sorride, fingendo di non notare quanto io sia sconvolta. Il Vecchio Diavolo!

La maggior parte dei tunnel sono stati scavati nella terra, ma qua e là delle pareti in mattoni rinforzano il soffitto. Faccio un salto quando vedo un gruppo di topi muoversi freneticamente e allontanarsi

Qui le pareti sono fatte di teschi umani. Esito. "Siamo quasi arrivati!" dice Giovanni incoraggiante.

Giovanni si trova di fronte ad una parete che sembra identica a molte altre. "Eccoci!" Anche dopo tutti questi anni, non cessa di stupirmi.

Ricordo 20 (segreto) – SANTUARIO
Giovanni spinge alcuni mattoni ed un’ampia parte della parete si apre, scricchiolando. Entriamo in una stanza circolare, ma non è il cuore del tempio.

Seguo Giovanni attraverso diverse stanze comunicanti. Al centro di una vasta sala, lui accende un'urna, che crea una scia di fuoco! "Ci siamo quasi..."

Strani simboli sono incisi su questa parete. Giovanni spinge alcuni dei mattoni, riorganizzando la loro disposizione, come se fosse stato qui prima.

Una porta si apre. "Ci siamo!" Giovanni riesce a malapena a contenere la sua contentezza. Entriamo nella stanza successiva, il posto più strano che abbia mai visitato.

Le pareti si animano! Una luce brillante le permea, formando disegni inquietanti, numeri e glifi, mentre riempie ogni cavità sulla loro superficie.

Giovanni cade a terra privo di sensi. Mi inginocchio accanto a lui. I suoi occhi improvvisamente si aprono, ma è un estraneo a guardarmi. Il volto di Giovanni si altera davanti ai miei occhi!

"Io sono Consus, il Dio Erudito", dice con una voce lontana e sconosciuta. Non è mio marito che mi parla, ma un'entità molto più antica.

FLUSSO DEI DATI TERMINATI








SEGUICI SU
FacebookTwitterGoogle+YouTube


PAGINA FACEBOOK


VIDEO


ULTIMI COMMENTI