Assassin's Creed: The Complete Visual History - Intervista con Anouk Bachman
Tradotto da: Stefania



Il libro Assassin's Creed: The Complete Visual History è una delle opere più desiderate dai fan di AC quest'anno.
Disponibile a partire dall'inizio di ottobre 2015, ha già fatto salire l'interesse della community e, se vi interessa, potete acquistarlo facilmente al seguente indirizzo.

Ritenendo che questo libro fosse un oggetto di grande valore per tutti i fan della saga, abbiamo contattato Anouk Bachman, Brand Content Manager per Assassin's Creed, per esplorare in modo un po' più approfondito il libro e le sue origini.


Assassin's Creed: The Complete Visual History - Intervista con Anouk Bachman


Senza ulteriori indugi, vi lasciamo all'intervista e ringraziamo ancora una volta Anouk per la sua disponibilità e gentilezza!


D: Per prima cosa, puoi dirci che ruolo ricopri all’interno di Ubisoft e del team di Assassin's Creed? Che cosa significa essere un "Brand Project / Content Manager"?
R: Ogni giorno il mio ruolo principale è quello di “guardiana” sui contenuti di ciò che viene pubblicato su Assasssin’s Creed su licenza. Ubisoft lavora a stretto contatto con partner esterni per creare nuove opere basate sull’universo e sui personaggi della nostra serie. Esamino e modifico il materiale, mi assicuro che i progetti siano completi e collaboro con i miei colleghi, scrittori, artisti e altri sviluppatori per accertarmi che tutto sia coerente e connesso in termini di storie, personaggi ed elementi visivi.


D: Di solito lavori solo sui libri e sui prodotti relativi ai contenuti o ti occupi anche di altri aspetti legati ad Assassin's Creed?
R: In questi giorni mi concentro prevalentemente sui prodotti editoriali, come i romanzi, i fumetti e progetti unici come Il Manuale dell’Impiegato Abstergo Entertainment, ed ora il libro Assassin’s Creed: The Complete Visual History. Ma do anche una mano per i contenuti delle mostre, come per esempio “The Art in Video Games” esposta attualmente al museo Art Ludique di Parigi, e per molte altre iniziative.


D: Parliamo del libro "Assassin's Creed: The Complete Visual History". Puoi descriverlo in poche parole per i fan che potrebbero non sapere ancora di che cosa si tratta?
R: E’ un libro che mi sta molto a cuore, poiché è qualcosa che volevo fare da tempo. Assassin’s Creed ha una storia visiva incredibile e il modo in cui i concept art del gioco raffigurano l’universo e i suoi personaggi è molto potente e va dritto alla sua essenza. Quando osservi un’illustrazione, che si tratti del concept di un personaggio o di un paesaggio dettagliato, ti attira nel suo mondo. Evoca curiosità e stupore. Questo libro raccoglie gli artwork migliori e più interessanti e ti trasporta in un viaggio nella ricca storia visiva di Assassin’s Creed.




D: Qual è stato il tuo ruolo nel processo di creazione del libro? Cosa ti è piaciuto di più del lavorare su questo prodotto?
Il mio ruolo nello sviluppo di questo libro è cominciato davvero nel gennaio del 2012, quando Jean Guesdon (che ora è il Direttore Creativo del Brand di Assassin’s Creed) mi chiese di aiutare a raccogliere ed organizzare dei concept art dei giochi. Non mi rendevo davvero conto di quanto impegnativo sarebbe diventato questo lavoro, poiché avevamo migliaia di artwork senza nome, nascosti in closing kit e sui computer dei singoli artisti, in varie “condizioni” (bassa risoluzione, senza i nomi degli artisti, ecc…). Per farla breve: ho dovuto davvero scavare a fondo.
All’incirca un anno dopo, sapevo che tesoro avevamo tra le mani e quanto affascinante fossero le storie dietro questi artwork. Dovevamo solo trovare il modo di condividere il meglio di questa ricerca con i fan. Una volta trovato un fantastico partner editoriale, Insight Editions, il mio lavoro fu quello di guidare la produzione di questo libro in termini di contenuti ed illustrazioni, assicurandomi che raccontassimo questa storia nel miglior modo possibile.


D: Chi si è occupato dello sviluppo del libro insieme a te e quanti artisti sono stati coinvolti nel progetto?
R: Sono state coinvolte molte persone. Per quel che riguarda l’editore, è stato ingaggiato uno scrittore e vari curatori hanno controllato i materiali prima di inviarceli per la revisione. Per quel che riguarda Ubisoft, beh, potete dare un’occhiata ai crediti nel libro per farvi un’idea. La lista dei direttori artistici e degli artisti è particolarmente lunga. Personalmente ho lavorato gomito a gomito con Raphaël Lacoste. E’ il nostro Direttore Artistico del Brand e ha lavorato ad Assassin’s Creed fin dall’inizio, quindi buona parte della storia che raccontiamo in questo libro è anche la sua storia. Ma potrei andare avanti all’infinito a parlare di quante persone fantastiche hanno contribuito a questo libro nei modi più diversi; sono stata fortunata ad avere ricevuto così tanto aiuto!


D: Chi sarà lo scrittore del libro e perché l’avete scelto/a?
R: Il libro è stato scritto da Matthew Miller. E’ uno scrittore fantastico che è stato scelto da Insight Editions per il progetto. La sua esperienza nel campo del giornalismo videoludico e la qualità dei suoi articoli di approfondimento ci convinsero che sarebbe stato la persona adatta ed è stato un piacere lavorare con lui. Ha visitato il nostro studio a Montréal ed abbiamo passato parecchi giorni a parlare con i vari direttori artistici e artisti che lavorano, o hanno lavorato, ad Assassin’s Creed. Ad uno scrittore servono pazienza e dedizione per lavorare ad un progetto come questo ma Matthew ne capì la complessità e il risultato è eccezionale.


D: Ci sarà una prefazione nel libro e sarà scritta da qualcuno di speciale che ha lavorato alla saga?
R: La scelta logica fu di chiedere a Raphaël Lacoste di scrivere la prefazione. Come ho detto prima, è stato una delle persone che hanno aiutato Assassin’s Creed ad evolversi fin dall’inizio. La sua visione e la sua leadership creativa hanno guidato il progresso artistico di Assassin’s Creed negli anni.


D: Il libro conterrà anche del materiale su Assassin's Creed Syndicate?
R: Assolutamente sì. Syndicate ha un capitolo dedicato, La Rivoluzione Industriale. La cosa davvero unica è che si arriva a questo capitolo dopo aver “viaggiato” per la storia visiva dei giochi precedenti, quindi si comprende come tutto si incastri alla perfezione e come la direzione artistica del brand si sia evoluta fino a questo punto.


D: C’è una particolare parte del fandom che vorreste raggiungere con questo libro?
R: Ovviamente i fan dei giochi, i fan dell’universo di Assassin’s Creed, adoreranno questo libro. Ma sono anche sicura che sarà interessante anche per gli aspiranti artisti o per quelle persone che non giocano ma sono affascinate dall’arte di questo universo.


D: Cosa ti ha spinto a creare un libro del genere a parte la passione per la serie?
R: Come detto prima, una volta finito di scavare, raccogliere e catalogare tutti questi artwork della serie, è stato come disseppellire un tesoro che stava aspettando di essere presentato ai fan. E’ una storia che doveva essere raccontata.


D: Cosa avrà di diverso questo art book rispetto agli altri presenti sul mercato?
R: Questo libro fornisce una visione d’insieme, una prospettiva a 360 gradi. Mentre gli art book dedicati ai singoli giochi sono fantastici e consentono di immergersi in profondità nell’arte di ogni gioco, Assassin’s Creed: The Complete Visual History posiziona queste informazioni all’interno del contesto dell’intera storia visiva dell’universo del brand. In questo modo, gli art book dei singoli giochi e questo libro si completano davvero a vicenda.


D: Come sarà strutturato il libro? Sarà una sorta di enciclopedia che parte da AC1 ed arriva fino ad oggi?
R: E’ più una storia che un’enciclopedia ma si tratta di un racconto che parte dall’inizio (AC1), e finisce dove siamo ora (anche se la storia non finisce mai davvero). L’idea era di far fare al lettore un viaggio, che è anche il motivo per cui lo abbiamo strutturato per periodi storici.



D: Possiamo aspettarci di vedere nuovi, o per lo meno sconosciuti, concept art sul presente o sulla Prima Civilizzazione?
R: Molti artwork sul presente e sulla Prima Civilizzazione sono stati ad un certo punto pubblicati sul web, alcuni molti anni fa, ma ora li potrete vedere in un contesto appropriato, su carta, con le spiegazioni del perché appaiono in quel determinato modo.



D: Ci saranno artwork e discussioni su elementi e personaggi che sono stati scartati e non sono apparsi nelle versioni finali dei giochi?
R: Ogni concept mostra qualcosa di unico: una visione, un ragionamento, un dettaglio. Vedrete concept di Altaïr creati prima ancora che gli fosse dato un nome. Guardando questi concept iniziali potete capire come un personaggio o un’ambientazione si è evoluto fino a diventare ciò che vedete nel gioco e i concept finali mostrano la visione e l’ispirazione che gli artisti avevano fornito ai team di sviluppo. Talvolta potreste trovare qualcosa che non è stato incluso nel prodotto finale, come il cane di Charles Lee (ce ne sono due che si comportano male nel concept, se guardate con attenzione – un piccolo scherzo che Remko, l’artista, riuscì a inserire).


D: Considerando che il libro punta a mostrare il processo creativo dietro alla saga di AC, comprenderà anche bozzetti, schizzi ed altri asset della pre-produzione, oltre ai concept art più famosi?
R: Scegliere cosa includere e cosa no è stata probabilmente la parte più difficile durante lo sviluppo di questo libro. Volevamo selezionare illustrazioni che accompagnassero la storia che veniva raccontata, ma che fossero anche abbastanza interessanti di per sé. C’è il grande racconto dell’arte della saga e il contesto individuale di ogni artwork; dovevano essere complementari.


D: La copertina del libro illustra efficacemente le fasi concettuali relative all’estetica a partire da AC1 fino ad ACS. Il libro presenterà processi simili mostrando l’evoluzione concettuale che porta al concept finale?
La copertina, che è stata creata appositamente per questo libro, è il risultato di una stretta collaborazione tra un presentation director (e graphic designer), Alexandre de Lamberterie, ed un senior character concept artist, Jeff Simpson.

Secondo Jeff, l’dea dietro al personaggio sulla copertina era di scomporre l’Assassino nelle sue parti essenziali, in modo che diventasse eterno ed universale per la serie. Potrebbe essere un uomo o una donna appartenente a qualsiasi periodo storico. Jeff ha usato alcuni degli elementi più rappresentativi di diversi Assassini: le linee forti della silhouette di Altair e il suo cappuccio che gli va a pennello, elementi che riflettono la scrupolosa attenzione del suo personaggio. Ma vediamo anche un piccolo mantello e linee sul vestito che ricordano lo stile elegante di Ezio. Infine, la posizione del personaggio con lo sguardo rivolto davanti a sé richiama alla mente l’atteggiamento di sfida di Edward. Il risultato finale è misterioso, ma carismatico. Emblematico e sofisticato nella sua semplicità.

Gli elementi grafici aggiungono qualcosa a questa essenza. Sono minimali, ma affinati fin nei più piccoli dettagli e rappresentano il raffinato stile visivo della presentazione di Assassin’s Creed. Tutto si amalgama alla perfezione per creare questa classica rappresentazione di ciò di cui questo libro tratta.


D: E... dobbiamo chiedertelo. Ci sarà mai una versione digitale del libro, considerati i suoi contenuti?
R: Personalmente, ritengo che questo libro debba essere tenuto tra le mani, letto mentre se ne sente il peso sulle dita e se ne annusa la carta (okay forse lo faccio solo io). Davvero, siamo sopraffatti da illustrazioni e informazioni online. Per quel che mi riguarda, questo libro deve farvi fare un viaggio che vi permetta di constatare la reale qualità di questi artwork, di contemplarli e non essere distolti da questa esperienza. E’ questo il modo in cui ottenere il meglio da questo libro.


D: E’ il momento di concludere l’intervista ma abbiamo ancora un’ultima ma estremamente importante domanda: la tua scrivania sta prendendo fuoco e puoi salvare solo un oggetto. Quale sarebbe e perché?
R: Solo uno?? Ho tante di quelle cianfrusaglie sulla mia scrivania… Penso che salverei il mio robottino da guerra rosa, Bertie. E’ la mia mascotte preferita. E’ forte, sensibile e ha una grandissima determinazione. Qualche volta mi guarda e mi dice che devo avere più spina dorsale, ma la amo comunque. Eccovi una sua foto:


   

Con questa risposta si conclude la nostra intervista. Ancora una volta, vogliamo ringraziare Anouk Bachman e per tutti coloro che avevano dubbi su questo prodotto, speriamo che questa intevista abbia risposto a tutte le vostre preoccupazioni!






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